Consulenza in materia di Welfare Aziendale

Welfare AziendaleCon il termine welfare aziendale si vanno ad indicare tutte quelle iniziative contrattuali e non monetarie che una azienda fornisce ai propri dipendenti con lo scopo di aumentarne la Produttività ed Efficienza.

Il welfare aziendale può migliorare lo stato di benessere del lavoratore e dei suoi famigliari attraverso una forma diversa di retribuzione dei Premi di Produzione ma non può essere inteso quale mero risparmio e, ovviamente, non si può sostituire alla retribuzione tabellare.

Un Piano di Welfare è un abito sartoriale cucito su misura addosso all’azienda. Per questo motivo gli step essenziali sono:

  1. Analisi delle necessità aziendali: si parte sempre da una approfondita analisi di quelle che sono le necessità per andare poi a stabilire un piano di lavoro efficace oltre che adatto;
  2. Audit di fattibilità con analisi delle possibilità: ogni progetto deve essere supportato da effettive possibilità di realizzazione;
  3. Coinvolgimento dei lavoratori: volendo aumentare la produttività, l’efficienza e il benessere di lavoratori non è fattibile ipotizzare la sua implementazione senza audit mirati con i dipendenti stessi;
  4. Simulazioni previsionali: un lavoro approfondito per capire quali interventi di welfare aziendale intraprendere e quanto ciascuno di questi possa andare ad influire positivamente;
  5. Predisposizione dei regolamenti aziendali e contratti aziendali: una volta inquadrata la tipologia di interventi da apportare, lo studio interviene concretamente per preparare regolamenti e contratti che permettano di raggiungere gli obiettivi sperati;
  6. Monitoraggio dei risultati: per quanto possa essere stato creato con cura vi è la necessità assoluta di monitorarne costantemente l’andamento ed operare le dovute correzioni.

Ma quale è il vantaggio per le aziende?

Il Welfare Aziendale “può” comportare un risparmio per le aziende nel caso in cui queste già eroghino dei premi di produzione ai loro dipendenti (anche in base ad accordi aziendali c/o territoriali con le rappresentanze sindacali); rispettando tutti i requisiti del Testo Unico delle Imposte sui Redditi è possibile introdurre premi in natura e/o servizi che siano esenti da contribuzione per azienda e lavoratore ed esenti da prelievo impositivo in capo al lavoratore.

Un Premio di Produzione in denaro sconta la normale contribuzione e, se va bene, una detassazione in capo al lavoratore ma ciò vorrà sempre dire che a fronte di una determinata spesa, il lavoratore percepirà sempre meno ma un erogazione pianificata all’interno di un piano di welfare permette che il costo aziendale sia parificato al beneficio del lavoratore.

Il Welfare Aziendale mi fa risparmiare?

Se nella tua azienda i dipendenti sono retribuiti con la classica retribuzione tabellare del Contratto Collettivo allora no, non puoi avere un risparmio quantificabile in termini economici.

L’azienda che introduce il Welfare Aziendale è un azienda che ha compreso che il reale vantaggio si ha in termini di produttività e benessere.

Un dipendente di un’azienda che cura il suo benessere produrrà di più, si assenterà meno e contribuirà a creare un clima aziendale anch’esso più produttivo. Quanto questo effettivamente possa portarvi vantaggio è la prima cosa da valutare nell’analisi delle necessità aziendali.

Quali sono gli strumenti che possono essere integrati all’interno di un piano di Welfare Aziendale?

Nel welfare possiamo fare rientrare tutto; solo alcuni strumenti però permettono di ottenere i vantaggi fiscali ottimali e questi sono indicati direttamente dall’art. 51 del TUIR.

In base a questo, ad esempio, non concorrono a formare reddito da lavoro:

  • Piani di assistenza sanitaria integrativa nel limite di 3615.20 euro annui;
  • Erogazioni liberali in natura concesse alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee di dipendenti nel limite di 258.23 euro annui;
  • Buoni pasto fino a 4 euro giornalieri (se cartacei) o fino ad 8 euro giornalieri (se elettronici);
  • Prestazioni di servizi di trasporto collettivo alla generalità o a categorie di dipendenti;
  • Servizi e le prestazioni erogati dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione, da parte dei familiari a carico, dei servizi di educazione e istruzione anche in età prescolare, compresi i servizi integrativi e di mensa ad essi connessi, nonché per la frequenza di ludoteche e di centri estivi e invernali e per borse di studio a favore dei medesimi familiari;
  • Le somme e le prestazioni erogate dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione dei servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti;

Soluzione GeP

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